Giochi, libri, vestiti, film, emittente televisiva e parchi d'attrazione, ecco con che cosa Disney ha fatto sognare generazioni di bambini dalla sua creazione nel 1923.
Con circa 32 miliardi di dollari di fatturato nell'anno 2005, questa multinazionale oggi è una dei più grandi gruppi del divertimento del mondo. Ma a giudicare dalle condizioni nelle quali lavorano i lavoratori cinesi che fabbricano i suoi prodotti, il “mondo meraviglioso” di Disney ha virato verso l'incubo....
Un rapporto appena pubblicato da
SACOM (Students and Scholars Against Corporate Misbehavior), un'associazione di studenti universitari di Hong Kong, che si batte per la difesa dei diritti dei lavoratori, rivela l'assenza di "decoro" presso molti terzisti Disney in Cina e denuncia la passività della società rispetto alla violazione sistematica dei diritti di questi lavoratori.Una prima inchiesta condotta da SACOM durante l'estate 2005 presso quattro fabbriche di terzisti di Disney situate nelle zone industriali della provincia del Guangdong, aveva rivelato numerose violazioni dei diritti dei lavoratori. Durante l'estate 2006 una nuova indagine è stata realizzata presso altri tre fornitori di Disney e SACOM ha potuto constatare, con sconcerto, che i problemi denunciati nel suo primo rapporto sono lontani dall'essere risolti.ù
Gravi violazioni dei diritti dei lavoratori
I rapporti di SACOM denunciano salari da fame percepiti dagli operai di queste fabbriche. Decisamente inferiori al minimo legale, i salari variano considerevolmente da un mese all'altro. Durante la “stagione morta”, quando gli ordinativi si fanno più scarsi, i lavoratori sono costretti a prendere dei giorni di congedo senza retribuzione, come testimoniano vari lavoratori delle fabbriche di giocattoli di Kam Long, obbligati a prendere fino a 16 giorni di congedo al mese. Durante questi periodi di sosta forzata, i salari diminuiscono pressoché della metà. Anche durante la “stagione piena”, quando gli ordini sono copiosi, i salari restano troppo bassi per assicurare un livello di vita decente. Perciò i lavoratori lavorano dalle 11 alle 16 ore al giorno e alcuni hanno confidato di essere stati costretti a lavorare fino a 30 ore di fila per onorare la consegna degli ordini. Ma le ore straordinarie imposte ai lavoratori non sono retribuite secondo i requisiti di legge e a volte non sono neanche contabilizzate. Durante questi periodi i lavoratori lavorano sei o sette giorni alla settimana, senza possibilità di prendere un giorno di riposo, neanche se si sentono male. Se rifiutano queste condizioni, i lavoratori rischiano delle ritenute arbitrarie sulla loro retribuzione e talvolta anche il licenziamento. Per scoraggiare coloro che vorrebbero lasciare o denunciare l'impresa, i lavoratori sono costretti a lasciare in deposito un ammontare corrispondente ad uno o due mesi di salario.
Dita rotte o amputate, arti mutilati, numerosi lavoratori sono anche vittime dell'utilizzo di macchine poco sicure a dei ritmi elevati. La manipolazione dei prodotti chimici pericolosi senza adeguata protezione, la mancanza d'informazione sulle misure di sicurezza legate alla loro manipolazione, il caldo insopportabile che spesso c'è all'interno degli stanzoni, senza considerare l'alimentazione povera servita ai lavoratori, sono altrettanti fattori di degrado delle condizioni di igiene e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In queste fabbriche gli incidenti sul lavoro sono praticamente quotidiani e i lavoratori feriti o ammalati non possono generalmente accedere alle cure per mancanza di mezzi, perché la direzione raramente paga i contributi per la sicurezza sociale come prevede la legge.
L'inefficacia del codice di condotta e i controlli di Disney
Le condizioni di lavoro osservate presso i terzisti di Disney sono contrarie sia alla legge cinese che al
codice di condotta adottato da Disney, attraverso il quale l'impresa si impegna ad adottare una “condotta responsabile ed etica” e a “rispettare i diritti di tutti gli individui”. Benché Disney si vanti di avere realizzato decine di migliaia di ispezioni, con lo scopo di verificare l'applicazione effettiva delle disposizioni del suo codice, le inchieste rivelano che queste ispezioni sono inefficaci. In pratica, la direzione delle fabbriche controllate è informata in anticipo dell'arrivo degli ispettori e dunque ha il tempo di produrre dei falsi contratti di lavoro e delle false buste paga prima del loro arrivo. Uno degli operai della fabbrica manifatturiera di Qi Sheng ha rivelato che i lavoratori sono istruiti sulle risposte da dare agli ispettori. I lavoratori sono incitati a dare delle buone risposte attraverso la promessa di premi o la minaccia del licenziamento. Nel giorno dell'ispezione alcuni sono congedati per quel giorno, mentre altri sono destinati ad altri stabilimenti e solo un piccolo numero di operai preselezionati restano sul loro luogo di lavoro.Aderite alla campagna internazionale contro Disney
SACOM fa appello alla vostra sensibilità per sostenere la richiesta di esigere da Disney che i regali dei nostri bambini non siano più fabbricati con “il dolore, il sudore, il sangue, le lacrime dei lavoratori cinesi”. Per esprimere la vostra protesta potete inviare in automatico due messaggi, uno all'amministratore delegato della Walt Disney Company, Robert Iger (robert.iger@disney.com), uno al coordinamento SACOM (sacom@sacom.hk) per sostegno alla campagna.